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Gen 16, 2017 - MEDICINA    No Comments

Nuova tecnologia per cura tumori cutanei

PESARO – E' stata presentata a Pesaro la nuova apparecchiatura per il trattamento dei tumori cutanei nella Radioterapia di Marche Nord, donata dalla Bcc di Gradara. E' un'apparecchiatura all'avanguardia, già in funzione, capace di trattare in modo non invasivo i tumori cutanei. Il valore è di oltre 190 mila euro. "Qui c'è crescita tecnologica al servizio dei cittadini – ha detto il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli -, sappiamo quanto è importante avere tecnologia all'avanguardia di qualità. E' importante avere poche strutture di alta qualità che permettano di fare interventi più ampi possibili per dare al territorio quello che serve". "La sanità del territorio ha intrapreso un percorso nuovo – ha aggiunto il sindaco Matteo Ricci -. Grazie all'impegno di Ceriscioli si sta cambiando marcia, con risposte importanti in termini di risorse e assunzioni. Chiusa la fase delle polemiche anche sull'individuazione del sito per la costruzione del nuovo ospedale, si riparte con i risultati".

ANSA

Ott 21, 2014 - MEDICINA    No Comments

Torna anche nel 2014 la Campagna Nastro Rosa

tumore_al_seno_nastro_rosaPer la lotta contro il tumore al seno, per combattere il “big killer” delle donne del nuovo millennio, torna anche nel 2014, la Campagna Nastro Rosa. Perché sconfiggere il tumore al seno a colpi di prevenzione è possibile. Perché sensibilizzando e informando le donne sconfiggere il tumore al seno è più facile. Ecco solo alcuni dei perché fondamentali che animano questa iniziativa, di prevenzione e informazione, dedicata alle donne, alla loro salute, che colora di rosa, in tutto il mondo, il mese di ottobre da più di venti edizioni.

Anche ottobre 2014 si colora di rosa grazie alla XXII edizione della Campagna Nastro Rosa. Anche ottobre 2014 è sinonimo di lotta contro il tumore al seno, di prevenzione e informazione, sensibilizzazione e iniziative declinate al femminile.

Non solo effetti scenici però. Per tutto il mese sarà possibile sottoporsi a visite e controlli gratuiti presso ben 400 punti prevenzione sparsi su tutto il territorio italiano e 106 sezioni provinciali Lilt, la Lega per la Lotta al Tumore al seno.

Una campagna che vuole informare sull’importanza della prevenzione in modo concreto, garantendo visite e controlli alle donne, ma non solo. La Campagna Nastro Rosa è anche una campagna che vuole sensibilizzare le donne ricorrendo se del caso anche a testimonial d’eccezione, come quella di quest’anno, la bellissima attrice italiana Nicoletta Romanoff.

Perché la prevenzione è l’unica arma davvero vincente contro il tumore al seno. L’unico alleato prezioso da declinare in controlli e visite specialistiche regolari, per la diagnosi precoce dei sintomi e la scelta tempestiva delle cure giuste. Perché i numeri non devono spaventare ma far riflettere: in Italia una donna su nove è stata colpita da tumore al seno. Nel nostro Paese si stima siano oltre 45.000 i nuovi casi annui di cancro della mammella. L’aumento dell’incidenza del tumore al seno è stato pari circa al 14% negli ultimi sei anni. In particolare il tumore al seno registra un aumento tra le giovani donne, in età compresa tra i 25 e i 45 anni il cui incremento è stato di circa il 30%.

Per questo la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori con la Campagna Nastro Rosa vuole promuovere la cultura della prevenzione come metodo di vita a partire dalle donne, affinché tutte si sottopongano a visite senologiche periodiche.

Oggi la guaribilità dal cancro del seno si è attestata intorno all’85%. Ma si potrebbe già parlare di una guaribilità del 98% se tutte le donne eseguissero i relativi previsti esami per una diagnosi sempre più precoce. Ecco perchè per tutto il mese di ottobre ogni anno la Lilt, insieme a Estée Lauder Companies, attiva i suoi 397 Punti Prevenzione/Ambulatori, per offrire alle donne l’opportunità di poter meglio avvicinarsi alla diagnosi precoce, distribuendo materiale informativo, effettuando consulti, visite, esami specialistici.

Il tumore al seno è anche nel nostro Paese il più frequente nella popolazione femminile, rappresentando circa un terzo di tutte le neoplasie diagnosticate. È importante scoprire il tumore il più precocemente possibile. Scoprendo un tumore quando misura meno di un centimetro, la probabilità di guarigione è di oltre il 90%, gli interventi sono conservativi e non procurano danni estetici alla donna.

Gli esami più importanti per la diagnosi di un tumore mammario sono:

Visita clinica senologica: è l’esame della mammella eseguito dal proprio medico o da uno specialista (esperto in senologia), al fine di riscontrare l’eventuale presenza di noduli o di altri segni clinici sospetti, meritevoli di ulteriori indagini. La visita, anche se eseguita da medici esperti, non è però sufficiente ad escludere la presenza di tumore e qualsiasi risultato deve essere integrato da altri esami. In presenza di un nodulo, l’esame clinico deve far parte integrante degli accertamenti diagnostici strumentali. La visita senologica è anche l’occasione per un colloquio approfondito con la donna sul problema “cancro della mammella”.
Autoesame: è il controllo che la stessa donna dovrebbe eseguire ogni mese. Esso consiste nell’osservazione allo specchio delle proprie mammelle e nella palpazione delle stesse. La metodologia di esame è semplice, ma è bene che sia un medico ad insegnarla. È particolarmente importante che la donna comprenda che il fine dell’autoesame non è la diagnosi bensì, la sola “conoscenza” delle caratteristiche delle proprie mammelle e quindi l’individuazione di eventuali cambiamenti verificatisi nel tempo e/o persistenti, da comunicare tempestivamente al proprio medico. È anche utile evidenziare con una leggera spremitura del capezzolo se sono presenti secrezioni.

In particolare fare attenzione se:

La cute della mammella o dell’areola sembra alterata, arrossata, ispessita o retratta.
Il capezzolo appare retratto, soprattutto se la rientranza del capezzolo è di recente comparsa e se sulla cute dell’areola compaiono delle piccole eruzioni cutanee o delle crosticine.
Comparsa spontanea di secrezioni dal capezzolo, soprattutto se sierosa o ematica.
Alla palpazione della mammella o del cavo ascellare noti la comparsa di una tumefazione.
La mammella ti sembra arrossata ed aumentata di volume. Non preoccuparti invece se periodicamente accusi dolore o senso di tensione al seno, soprattutto in corrispondenza del ciclo mestruale.

Mammografia: è la tecnica più idonea e valida nel diagnosticare, con una metodologia piuttosto semplice, la maggior parte dei tumori della mammella in fase iniziale, prima ancora che siano palpabili. Per questo motivo la mammografia è attualmente l’unica tecnica che possa essere utilizzata come test di base in un programma di screening e alla quale non si deve mai rinunciare nel caso di sospetto carcinoma, qualunque sia l’età della donna. Il rischio di sviluppare un tumore indotto dalle radiazioni provocate dalla mammografia è solo ipotetico.
Ecografia: nonostante la rivoluzione dell’imaging ed il rapido evolversi della tecnologia, l’ecografia non deve essere utilizzata come unico test per la diagnosi precoce dei tumori della mammella non palpabili. Peraltro essa offre contributi talora insostituibili nella diagnosi di lesioni nodulari benigne. Allo stato attuale delle conoscenze, quindi, salvo casi particolari (es. giovane età) è consigliabile che l’ecografia sia utilizzata soprattutto in associazione alla mammografia, ed eventualmente, per casi particolari, alla risonanza magnetica.

Mammografia o ecografia mammaria?

La mammografia infatti è l’esame di elezione per la ricerca dei tumori al seno soprattutto nelle donne al di sopra dei 40 anni. Rappresenta l’indagine ottimale per individuare la presenza di microcalcificazioni, che talora possono essere espressione di lesioni tumorali o preneoplastiche. L’uso della tecnica digitale è oggi preferibile a quella tradizionale perché la qualità dell’immagine è migliore e l’impiego di raggi X ulteriormente ridotto.

La mammografia, tuttavia, può avere dei limiti diagnostici per la densità della mammella, caratteristica nelle giovani donne e più in generale in età fertile. In questi casi lo studio viene completato con l’esecuzione di un’ecografia mammaria e, a volte, di una risonanza magnetica.

L’ecografia rappresenta l’esame più utile per distinguere un nodulo solido da una cisti a contenuto fluido e consente una migliore caratterizzazione del nodulo e della sua vascolarizzazione attraverso la valutazione color-doppler.

Per ogni donna la prevenzione deve essere sinonimo di promozione del proprio benessere, della propria salute, ma anche della propria bellezza. Tante le iniziative che saranno realizzate, in tutta Italia, durante il mese di ottobre.

Redazione

Nov 13, 2013 - MEDICINA    No Comments

Giornata del Diabete: l’esame della glicemia è gratuito

Giovedì 14  novembre, dalle 9.30 alle 16.30/ Centro Commerciale Auchan – Fano

La Diabetologia del presidio ospedaliero Santa Croce di Fano degli Ospedali Riuniti Marche Nord, anche quest’anno partecipa alla Giornata mondiale del Diabete. In collaborazione con la Croce Rossa italiana e l’associazione pazienti, i medici della struttura saranno giovedì 14 novembre dentro il centro commerciale Auchan di Fano dalle 9.30 alle 16.30 per effettuare gratuitamente lo screening per la rilevazione del tasso glicemico. Inoltre verrà distribuito materiale informativo per la cura e la prevenzione della malattia, si effettueranno consulenze mediche per la valutazione del proprio profilo di rischio metabolico e sarà possibile compilare un questionario diagnostico per scoprire la percentuale di rischio diabete da qui a 10 anni.

“L’informazione e la sensibilizzazione – spiega la dottoressa Gabriella Garrapa della Diabetologia del Santa Croce – costituiscono il primo importantissimo passo da compiere. Con semplici ed economici mezzi è infatti possibile diagnosticare la presenza o il rischio di diabete e con pochi cambiamenti dello stile di vita è possibile prevenirlo o curarlo, almeno nella forma a maggiore prevalenza”.

Presidio ospedaliero Santa Croce di Fano degli Ospedali Riuniti Marche Nord

Nov 7, 2013 - MEDICINA    No Comments

CUORE E CERVELLO: INTERAZIONI PERICOLOSE

 

CONVEGNO / Sabato 9 Novembre 2013 – Palazzo Montani Antaldi – Pesaro

Anche quest’anno la Cardiologia di Marche Nord porta a Pesaro neurologi e cardiologi del Nord e del Centro Italia per un aggiornamento sulle malattie cardiovascolari.

 

Proseguendo in una tradizione ormai pluriennale di incontri di aggiornamento sulle malattie cardiovascolari con respiro inter-regionale, la Cardiologia degli Ospedali Riuniti Marche Nord organizza, anche quest’anno, un convegno interdisciplinare che coinvolge, oltre ai Cardiologi e ai Medici di Medicina Generale, anche i Neurologi. Il convegno, in programma sabato 9 novembre a Palazzo Montani Antaldi, dall’emblematico titolo “Cuore e cervello: interazioni pericolose”, porterà le esperienze e le conoscenze di Neurologi e Cardiologi provenienti da Milano, Bologna, Ancona, Pescara e Perugia che si confronteranno con i Medici di Marche Nord su temi che vanno dall’ictus in età pediatrica alla diagnostica per immagini, fino ai trattamenti nelle Stroke Unit o alle possibilità di terapia intra-arteriosa cerebrale.

“Si affronteranno argomenti ancora molto controversi – spiega Patrizia Lattanzi, cardiologo di Marche Nord e direttore scientifico del convegno – come l’indicazione alla chiusura del forame ovale pervio, ma anche l’utilizzo dei nuovi farmaci anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici. Le interazioni fra cuore e cervello  possono condurre a gravi patologie invalidanti come l’ictus e la paralisi. Alcune malattie cardiache, in particolare aritmie e malattie valvolari, sono responsabili di una elevata percentuale di eventi embolici cerebrali e conseguente paralisi. Nuove tecniche diagnostiche e terapeutiche – conclude la cardiologa – sono oggi disponibili per un trattamento più accurato ed efficace di questa patologia”.

 

Il Convegno si chiuderà con un focus sulle problematiche organizzative in Area Vasta per la costruzione di una rete per l’ictus analoga a quella funzionante per l’infarto miocardico, volta a ridurre percentualmente nella popolazione generale questa malattia invalidante.

 

Azienda Ospedaliera

Ospedali Riuniti Marche Nord

Ott 16, 2013 - MEDICINA    No Comments

Campagna Nastro Rosa: visite gratuite al seno

 

 

Numerose le iniziative messe in campo dalla Lilt sezione provinciale con l’obiettivo di sensibilizzare le donne circa l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella
 

Torna la Campagna Nastro Rosa promossa dalla Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. La sezione provinciale dell’associazione aderisce alla campagna, giunta alla sua XXI edizione, effettuando visite senologiche gratuite negli ambulatori delle Oncologie degli Ospedali Riuniti Marche Nord (ospedale San Salvatore di Pesaro e Santa Croce di Fano) e dell’ospedale di Urbino. Per effettuare la visita non occorre l’impegnativa rossa del medico di medicina generale; fino alla fine del mese di ottobre è possibile prenotare chiamando il numero 338/8076868 nelle giornate di lunedì, martedì, giovedì e venerdì, dalle 9.30 alle 11.
 

Inoltre, sempre nell’ambito della Campagna Nastro Rosa, che ha il volto dell’attrice Margherita Buy, testimonial italiana dell’edizione 2013, sono state organizzate alcune iniziative. A Gradara, venerdì 18 ottobre alle 20.30, si terrà la “Camminata in Rosa” in collaborazione con Raffaele Bartolini dell’Associazione Nordic Walking; seguirà un intervento informativo a cura di Vincenzo Catalano, Presidente delegato LILT Sezione di Pesaro e Urbino e medico dell’Oncologia di Marche Nord. Sempre a Gradara, sabato 19 ottobre dalle ore 9.30 alle 12.30, si effettueranno visite senologiche gratuite di diagnosi precoce nel Centro di Aggregazione Polivalente (Via Mercato 10). Infine domenica 27 ottobre, la LILT Sezione di Pesaro e Urbino organizza una giornata di visite senologiche in Piazza del Popolo a Pesaro. Dalle 9.30 alle 12.30 i medici oncologi della Lilt effettueranno visite gratuite a tutte le donne che si presenteranno in piazza. La manifestazione è organizzata grazie al prezioso contributo della locale sezione della C.R.I.

 

 

La Campagna Nastro Rosa ha l’obiettivo di sensibilizzare un numero sempre più ampio di donne circa l’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce dei tumori della mammella, informando correttamente il pubblico femminile anche sui sani stili di vita da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare. Il tumore al seno resta la più frequente causa di morte correlata al cancro per le donne ed in Italia, ogni anno, si ammalano più di 40 mila donne. Un incremento dovuto all’allungamento dell’età media della popolazione femminile e all’aumento dei fattori di rischio. Circa il 30% di queste donne si ammalano prima dei 50 anni, prima cioè dell’età in cui è previsto il programma di screening mammografico. Questo è un motivo in più per sensibilizzare tutte le donne alla cultura della prevenzione e renderle sempre più protagoniste della tutela della propria salute, informandole sugli stili di vita correttamente sani da adottare e sui controlli diagnostici da effettuare.

Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori

Ott 16, 2013 - MEDICINA    No Comments

“Operatori, organizzazioni e cittadini alleati nel controllo delle infezioni”

 

 

IX CONGRESSO NAZIONALE ANIPIO


 

Baia Flaminia Resort – Pesaro, 17,18,19 ottobre 2013

 

COMUNICATO STAMPA

 

L’Associazione nazionale infermieri specialisti nel rischio infettivo (Anipio) vuole portare il proprio contributo professionale nelle tre giornate di studio che si svolgeranno al Centro Congressi del “Baia Flaminia Resort” di Pesaro nei giorni 17, 18 e 19 ottobre. Da tutta Italia arriveranno oltre 400 infermieri. Tra gli ospiti spicca, a livello internazionale, la Prof.ssa J . Jefferson del  Department of Epidemiology and Infection Control – Province, Rhode Island Hospital,  Usa.

Il centro europeo per la Prevenzione delle Malattie ha stimato che ogni giorno negli ospedali europei un paziente su 18 ha una infezione correlata all’assistenza. E’ chiaro che il tema è di grande rilevanza per sviluppare buone pratiche assistenziali in ambito ospedaliero.

 

 

PER SAPERNE DI PIU’

 

Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) e la resistenza agli antibiotici sono stati identificati dal Centro Europeo per la Prevenzione delle Malattie (European Center for Disease Prevention and Control) come problemi che rappresentano un pericolo significativo per la salute pubblica e che richiedono interventi specifici. Trattasi comunque di un problema presente, in modo differente, in tutto il mondo. Lo studio di prevalenza effettuato ad ottobre 2012 in  30   Paesi d’Europa, tra cui l’Italia ha consentito di misurare l’accadimento di questi eventi nella misura del 6,3%, collocando il nostro Paese in linea con la media europea. Il suddetto Centro Europeo ha stimato che ogni giorno negli ospedali europei uno su 18 pazienti ha una infezione correlata all’assistenza.  Le ICA sono un problema sempre esistito, possono essere significativamente ridotte ma non completamente debellate. Tuttavia, in alcune circostanze, definite di malasanità,  hanno generato nell’opinione pubblica, grande risalto, sconcerto e preoccupazione. Esse sono un problema rilevante, non solo per le ripercussioni sulla salute del paziente e sulla società ma soprattutto per quanto attiene il controllo sulla qualità delle prestazioni sanitarie erogate nelle strutture sanitarie e socio sanitarie. Si inseriscono a pieno titolo nell’ambito della sicurezza delle cure così come sottolineato da una serie di iniziative intraprese dall’Organizzazione mondiale delle Sanità.

Questo approccio alla sicurezza delle cure è ribadito anche dalla specifica raccomandazione del Consiglio d’Europa del 2009 in cui si declinano le azioni da intraprendere dando particolare rilievo alla formazione degli operatori, ai sistemi di misurazione degli eventi infettivi, all’adozione stringente delle buone pratiche di prevenzione. Inoltre la Direttiva Europea sulla libera circolazione dei pazienti prevede di assicurare (e di comunicare) a tutti i cittadini, gli standard di sicurezza.

 La percezione del fenomeno ICA tuttavia non è ancora sufficientemente elevata, né tra gli operatori sanitari né tra gli utenti del Sistema Sanitario. Nazionale, determinando così, talvolta, un basso livello di intervento e di relative risposte adeguate. Affinché si possa verificare questa attenzione è necessario coinvolgere nel miglioramento delle pratiche tutta l’organizzazione ed i veri protagonisti del processo di cura, ovvero i pazienti ed i loro familiari. In tale prospettiva l’alleanza tra cittadini, operatori ed organizzazioni costituisce il vero valore aggiunto.

 

E’ in questo quadro di riferimento che l’Associazione nazionale infermieri specialisti nel rischio infettivo (ANIPIO) vuole portare il proprio contributo professionale nelle tre giornate di studio che si svolgeranno a Pesaro nei giorni 17 18 e 19 ottobre. Il tema della tre giorni sarà il seguente: “Operatori, organizzazioni e cittadini alleati nel controllo delle infezioni” I riferimenti principali degli interventi e delle relazioni programmati durante il congresso punteranno l’attenzione sulla recente diffusione di microrganismi resistenti agli antibiotici, responsabili di gravi infezioni correlate all’assistenza e sulle modalità di governo di questo problema, attraverso strategie innovative ispirate a “5 parole magiche”  efficacia, efficienza, economicità, sicurezza e qualità delle cure.  Anche l’impatto economico, specie da questi tempi, non va tenuto sottovoce.

Le misure di controllo delle ICA possono in alcuni contesti  incrementare la spesa sanitaria ma non occuparsene  o sottovalutare il problema ci costa sicuramente di più.

 

L’evento sarà ospitato dal Centro Congressi del “Baia Flaminia Resort” di Pesaro.  Fra i relatori è presente anche la Prof.ssa J . Jefferson dagli USA che ci porta la loro esperienza.  Sono inoltre presenti autorevoli relatori italiani,  e verrà ascoltato il punto di vista dei cittadini.

 

                                                                                          Presidente ANIPIO

                                                                                                Dott.ssa Maria Mongardi

Set 5, 2013 - MEDICINA    No Comments

Tumori: in provincia circa 1.000 nuove diagnosi ogni anno. All’Ospedale di Pesaro radioterapia mirata e “intelligente”

 Più del 50% dei pazienti oncologici si sottopone a terapie radianti. Il Centro di Radioterapia dell’Azienda Ospedaliera di Pesaro risponde alle esigenze di cura del territorio introducendo le più innovative metodiche d’intervento. Feisal Bunkheila, Direttore del Centro: “Oggi grazie alle tecniche più all’avanguardia possiamo aumentare la dose di radiazioni somministrata alle cellule tumorali e, al contempo, ridurre quella a carico dei tessuti sani adiacenti al tumore, migliorando l’efficacia del trattamento e la sua tollerabilità. Un importante salto di qualità per i pazienti pesaresi”.

 

PESARO – La radioterapia, grazie al progresso tecnologico degli ultimi anni, si sta evolvendo: è diventata complessa e sofisticata, in grado di ottenere interventi sempre più precisi. Per questo rappresenta una parte fondamentale del trattamento multidisciplinare del paziente con cancro. Presso l’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Marche Nord di Pesaro, l’Unità Operativa Complessa di Radioterapia ha recentemente ampliato il ventaglio di metodiche diagnostiche e terapeutiche a disposizione dei pazienti. Tra le novità più all’avanguardia: la simulazione con PET/TC, che fornisce informazioni sull’attività metabolica della neoplasia; la radioterapia a intensità modulata (IMRT), che conforma perfettamente la dose radiante prescritta al target e la radioterapia guidata dalle immagini (IGRT), che garantisce la piena corrispondenza tra gli effettivi volumi anatomici e quelli su cui è stato pianificato il trattamento radioterapico.

 

Nella sola provincia di Pesaro sono circa 1.000 le nuove diagnosi di tumore ogni anno. Più del 50% dei pazienti con malattia onco-ematologica esegue un trattamento radiante a fasci esterni in qualche fase della malattia. La radioterapia sfrutta la capacità di apparecchiature molto complesse (acceleratori lineari) di produrre fasci di radiazioni ionizzanti (fotoni ed elettroni ad alta energia), in grado di interagire con le cellule tumorali a livello atomico e molecolare. Può essere impiegata a scopo radicale-curativo: come terapia esclusiva per la cura di alcuni tumori solidi, in alternativa all’approccio chirurgico (nelle neoplasie prostatiche o polmonari), oppure integrata con la chirurgia (come nel carcinoma della mammella o nei tumori del retto) e con la chemioterapia (come nelle neoplasie polmonari, della regione testa-collo o nei linfomi). Può anche essere utilizzata con intento palliativo-sintomatico: per la gestione di sintomi che impattano negativamente sulla qualità della vita del paziente (dolore, sintomi neurologici da lesioni cerebrali, emorragie non controllate).

 

“Nel nostro centro i trattamenti radianti (sui due acceleratori lineari installati) sono effettuati tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 19.30”, illustra il dottor Feisal Bunkheila, Direttore UOC Radioterapia presso l’AO Ospedali Riuniti Marche Nord. “Tra le principali aree d’intervento ci sono le metastasi ossee. In questo caso i principali obiettivi dell’impiego della radioterapia sono il ‘pain relief’, il recupero funzionale e la prevenzione delle complicanze (fratture patologiche e/o compressioni midollari). È possibile ottenere la riduzione del dolore nella sede irradiata in più del 60% dei pazienti trattati. La risposta al trattamento radioterapico può avvenire già dopo 24-48 h dalla prima seduta e presenta una durata maggiore di 6 mesi in almeno il 50% dei casi. Inoltre, la radioterapia è in grado di promuovere la riossificazione nel 65%-85% delle lesioni trattate. A questi pazienti riserviamo un accesso rapido, con tempi d’attesa inferiori alle 48 ore, organizzando nella stessa giornata (o al massimo in due giornate successive) la prima visita, la TC Simulazione, l’elaborazione del piano di trattamento, le verifiche nella sala di cura e l’esecuzione del trattamento radiante proposto”.

Inoltre, presso il centro di radioterapia del nosocomio pesarese sono state recentemente introdotte innovative metodiche diagnostico-terapeutiche. “Grazie alla collaborazione con la UO di Medicina Nucleare – illustra Bunkheila – è possibile effettuare l’individuazione del volume bersaglio e la simulazione con PET/TC: questa metodica (estremamente utile, per esempio, nei pazienti affetti da neoplasie polmonari e del distretto testa-collo) consente di pianificare i trattamenti radianti, oltre che sulla base delle immagini TC, anche su quelle ottenute attraverso la Tomografia ad Emissione di Positroni (PET), che forniscono informazioni sull’attività metabolica della neoplasia, permettendo ulteriori ottimizzazioni/focalizzazioni del trattamento radiante ed eventuali aumenti di dose”.

 

“In più – prosegue Bunkheila – grazie al supporto del Dipartimento di Fisica Medica, è stato possibile implementare la Radioterapia a Intensità Modulata (IMRT) e la Radioterapia Guidata dalle Immagini (IGRT). La prima permette di irradiare con assoluta precisione e con dosi di radiazioni più elevate volumi bersaglio di forma complessa o localizzati in stretta prossimità di strutture critiche: la dose viene quindi ‘scolpita’ intorno al volume bersaglio. Si parla invece di IGRT quando il trattamento giornaliero viene “adattato” ai movimenti del paziente, dei suoi organi interni e della neoplasia. Nello scorso febbraio è stato infatti possibile inaugurare un nuovo acceleratore lineare che offre la possibilità di effettuare l’acquisizione di immagini TC direttamente nella sala di terapia, prima di procedere con la seduta di trattamento. La procedura implementata permette quindi di verificare, ogni giorno di radioterapia, in modo estremamente preciso, il corretto posizionamento del paziente”.

 

“La IMRT e la IGRT rappresentano quindi un importante salto di qualità per i pazienti della provincia di Pesaro. La combinazione di queste due metodiche consente di aumentare la dose di radiazioni somministrata alle cellule tumorali e di ridurre quella a carico dei tessuti sani adiacenti al tumore, migliorando l’efficacia del trattamento e la sua tollerabilità”, conclude Bunkheila.


Segreteria UOC Radioterapia – AORMN

Lug 30, 2013 - MEDICINA    No Comments

Oculistica: meno trapianti di cornea con la nuova tecnologia

 

Lo strumento,  donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, nelle Marche è presente dentro Marche Nord e nell’ospedale di San Benedetto. Fino ad ora il trattamento era possibile solo dentro centri privati.

 

FANO – Tutto inizia con un lieve astigmatismo o con una miopia e il primo rimedio è inforcare gli occhiali da vista. Ma chi soffre di cheratocono, una patologia molto comune tra i giovani,  prima o poi dovrà sottoporsi al trapianto della cornea. Perché la patologia è progressiva  e, in sintesi, deforma la cornea facendola diventare da rotonda a conica generando la perdita della vista. Insomma, l’unica strada percorribile fino ad ora era l’intervento chirurgico. Oggi qualcosa è cambiato: grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, l’azienda Marche Nord è, insieme all’ospedale di San Benedetto, l’unica struttura pubblica della Regione ad essersi dotata di un apparecchio, del valore di oltre 10mila euro, che “lancia una luce rendendo più solida e resistente la cornea”.

 

A spiegare gli effetti terapeutici del cross linking, così si chiama lo strumento, è il primario unico dell’Oculistica di Marche Nord Bruno Giannotti. “Questa terapia era disponibile solo nelle strutture private, quindi a pagamento. Con questa dotazione tecnologica, donata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, insieme alla struttura ospedaliera di San Benedetto possiamo garantire la prestazione con il sistema sanitario regionale. Una acquisizione importante – continua il primario – che evita al paziente, se preso in tempo, l’intervento di trapianto della cornea. È un trattamento non-invasivo che ha dimostrato di poter rinforzare la struttura corneale debole in pazienti affetti da cheratocono”.

Azienda Ospedaliera Marche Nord

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