Mag 3, 2015 - la tua parola    No Comments

Intervista a Luca Ceriscioli candidato per il Partito Democratico a diventare Governatore della Regione Marche

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Luca Ceriscioli, sindaco di Pesaro dal 2004 al 2014, è oggi candidato per il Partito Democratico a diventare Governatore della Regione Marche.

D. Ceriscioli, cosa è per lei la politica?
R. La politica è spirito di servizio. E’ mettere le proprie competenze ed esperienze a disposizione delle comunità. Io sono un professore di matematica prestato alla politica, fare politica non è un mestiere da compiere tutta la vita. Significa amare il proprio territorio, tenere forte quella connessione sentimentale con i cittadini per capire e coglierne le istanze. Un modo di intendere l’amministrazione legata all’esperienza dei sindaci, vicina ai cittadini, alle famiglie, ai giovani, alle istanze di imprenditori e imprese.
D. Qual è la sua parola d’ordine?
R. Durante la campagna sto utilizzando alcuni principi che vorrò portare con me quando sarò presidente: cambiamento, trasparenza, sobrietà e partecipazione. Per cambiare un sistema nel profondo occorre avere le mani libere per imporre un nuovo modo di governare. Ma per arrivare a questo serve la libertà del cambiamento, non avere interessi e incrostazioni che sono naturali quando un esponente politico ricopre un ruolo nello stesso ente per più anni. Poi trasparenza: la Regione dovrà essere un palazzo di vetro, trasparente e accessibile, con il solo scopo di semplificare la vita e rendere le informazioni raggiungibili da tutti. Per questo l’altra mia parola d’ordine sarà partecipazione, coinvolgimento nelle scelte partendo dai sindaci, dalle associazioni di categorie e dai cittadini stessi. Con la partecipazione si affinano le scelte e si fa prevalere l’interesse generale e il bene comune.
D. L’ente regionale deve recuperare il valore della sobrietà. Come pensa di riuscirci?
R. E’ la dimensione naturale per un sindaco. Il contatto con la gente impone compostezza e essenzialità. Ecco l’ente regionale deve recuperare questo valore. Sarò un presidente che non avrà vitalizio, avrò uno stipendio livellato a quello dei consiglieri (che avranno una busta paga pari a quella del sindaco capoluogo), verranno abolite le spese dei gruppi consiliari. Ecco dobbiamo proseguire verso questa direzione. Tutte le risorse della regione dovranno essere impiegate per il bene della comunità e non per sprechi e staff del presidente, come avviene oggi.
D. Cosa rappresentano le prossime elezioni regionali per i marchigiani?
R. Saranno un’occasione importante di cambiamento. Per immettere linfa nuova, progetti e idee di rinnovamento al governo della Regione. Un’opportunità per dare una svolta al modo di governare. La chiamo rivoluzione copernicana: al centro dell’esecutivo regionale ci sono i cittadini e i loro bisogni e la macchina amministrativa deve essere al loro servizio.
D. Infrastrutture, occupazione, completamento della banda larga, welfare e messa in sicurezza del territorio sono punti importanti per il rilancio del territorio?
R. Tutti temi che ho inserito nel mio programma di governo. Sul mio sito ormai da due mesi. Punti che sono riuscito a condividere con i tanti cittadini, associazioni, comitati, imprenditori, che in queste settimane di campagna elettorale mi hanno voluto dare il loro contributo. Temi che non sono scollegati l’uno dall’altro ma legati insieme e che solo se messi a sistema potranno segnare una svolta per questo territorio. La leva principale saranno i fondi europei. Le Marche riceveranno mille e 200 milioni di euro dall’Europa. La sfida sarà non solo spenderli tutti, ma spenderli bene e indirizzarli strategicamente su quei punti che riteniamo essenziali per permettergli di essere un volano e aiutare la nostra regione ad agganciare il treno della ripresa economica. Mi concentrerò in particolare sul welfare e sui servizi ai più deboli. Grazie ad alcune mie sollecitazioni sono riuscito a recuperare nel bilancio di assestamento regionale, da poco approvato dal consiglio, 5 milioni di euro che andranno a ricoprire interamente il taglio che i comuni hanno subito sui servizi sanitari. Una piccola manovra che darà respiro ai comuni che altrimenti sarebbero stati costretti a tagliare servizi a famiglie e lavoratori.
D. In fatto di sanità, quali saranno gli obiettivi principali?
R. La sanità è un punto centrale. Occupa oltre l’80 per cento delle risorse dell’ente. E’ chiaro che in particolare su questo punto ci sarà una rivoluzione. Riduzione delle liste di attesa, servizi di qualità, abbattimento della mobilità passiva (mai più la necessità di andarsi a curare fuori regione), risposte efficaci e rapide ai bisogni di salute dei marchigiani. Queste le priorità da perseguire. I cittadini marchigiani dovranno sentirsi al sicuro nel momento di maggiore sofferenza e bisogno nella nostra regione.
D. Quali saranno i punti a cui dare la priorità per rimettere in piedi il sistema produttivo marchigiano?
R. Una delle prime cose che farò sarà quella di togliere le tasse a tutte le nuove imprese che daranno lavoro e verranno costituite sul nostro territorio in particolare nelle aree interne. Metterò mano alla macchina amministrativa della regione per restituire il diritto alla salute ai marchigiani ma anche per sburocratizzare il sistema: non voglio più sentirmi dire che per una pratica un agricoltore deve produrre 15 chili di carta. Trasparenza legata alla efficienza e alla semplicità delle norme. Quando ci sono poche risorse da spendere, dobbiamo fare in modo che la regione torni alla sua missione primarie: organizzare la macchina e legiferare per semplificare la vita ai cittadini. Questo si può fare in tempi brevi e con pochi soldi.
D. Come incrementare il diritto allo studio?
R. Sul diritto allo studio ci giochiamo il futuro della nostra regione e dell’intero paese. L’attuazione del diritto allo studio e il miglioramento della qualità dei servizi agli studenti in maniera gratuita o almeno proporzionando i costi in base reddito delle famiglie sarà un obiettivo da raggiungere. Metterò in piedi una legge regionale del diritto allo studio che riveda le norme del ’92 e che inserisca nel bilancio regionale un capitolo di spesa relativo al diritto allo studio. E’arrivato il momento di aprire una fase di cambiamento su pochi punti ben realizzati e concentrare bene le risorse per dare a tutti gli studenti le stesse opportunità di crescita e soprattutto mantenere alti il livello di qualità delle nostre università che sono eccellenti.
D. Infine cosa dire del binomio sport e turismo?
R. E io aggiungerei anche cultura. Credo fortemente nel binomio sport e turismo. Una sinergia che sono riuscito a portare avanti anche come sindaco di Pesaro. Il turismo sportivo è una realtà economica significativa della nostra regione ed è un punto che ho inserito del mio programma. Occorre fare un salto di qualità anche nel dare maggiore valore allo sport nella nostra regione, che oggi si pratica grazie al volontariato di molti. Occorre vedere lo sport come dimensione che ci può restituire molto sia in termini di qualità della vita che di ricchezza. Ho avuto un primo confronto con i dirigenti sportivi delle società marchigiane. Tanti i punti all’ordine del giorno: dall’importanza di avere un assessorato di riferimento perché la delega in mano al presidente non ha funzionato, all’importanza di avere dirigenti con cui dare continuità alle politiche sportive inserendo risorse certe nei capitoli di bilancio per programmare negli anni gli investimenti. Anche qui sarà necessario un cambio di passo rispetto alle politiche di questi anni e su tutti la necessità di togliere dal patto di stabilità gli investimenti sugli impianti sportivi e facilitare le parterneship pubblico-privati con regole chiare e semplici per chi vuole investire nel pubblico.

Rosalba Angiuli

Intervista a Luca Ceriscioli candidato per il Partito Democratico a diventare Governatore della Regione Marcheultima modifica: 2015-05-03T22:33:22+00:00da pesaro138
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